sito annunci gratuiti per amore e amicizia Percorsi archeologici, si riparte da domenica

Percorsi archeologici, si riparte da domenica
Si chiama “Percorsi di archeologia urbana” il programma di eventi culturali, al via da domenica prossima, promossi dal Comune e dalla Soprintendenza Archeologia per favorire oltre ad una piena fruizione del ricchissimo patrimonio storico ed archeologico (di cui la città di Taranto ne è ancora diffusamente inconsapevole custode), una reale conoscenza sulla storia della città, sulle sue origini. Recuperare quindi un’identità che sembrava perduta, diviene l’asset principale da cui partire per invertire una rotta culturale ed economica di un territorio che per la prima volta, dopo quasi mezzo secolo, scopre il grande valore del proprio passato. Di questo ne è stata convinta sin da subito la direttrice del MarTa, Eva degl’Innocenti che con i suoi interventi “innovativi” per la città di Taranto, ha saputo dare il via ad un nuovo modo di coniugare cultura con marketing ed economia territoriale. Sulla scia si sono messi i nuovi amministratori della cosa pubblica che ieri con gli assessori al Patrimonio, alla Cultura ed al Marketing Territoriale, hanno voluto presenziare alla cerimonia di presentazione di un’altra significativa operazione: le escursioni nei luoghi più affascinanti e suggestivi dell’antichità, molti dei quali situati nel ventre della città. 
A curare i percorsi, le visite in alcuni siti di maggiore interesse sarà l’associazione Taranto Sotterranea, un’Ati, formata da tre cooperative (Ethra, Novelune e Polisviluppo) a cui Comune e Soprintendenza hanno affidato per cinque anni la gestione delle aree. In particolare sono state programmate, oltre alle tradizionali visite guidate, moltissime attività didattiche rivolte agli studenti, ai visitatori ed a turisti, studiate appositamente per ampliare la rete di diffusione dei beni archeologici della città attraverso azioni mirate al marketing territoriale. 
Le attività, come hanno spiegato i referenti di Taranto Sotterranea, saranno articolate secondo un cartellone di eventi che coprirà l’intero periodo di affidamento. 
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Il piano di gestione prevede aperture settimanali fisse previste per il mercoledì, il sabato e la domenica, dalle 9 alle 13 dei seguenti siti: Cripta del Redentore in Via Terni, tomba a camera di Piazza Pio XII, tomba a quattro camere di Via Pasubio, la necropoli di via Marche, la tomba degli Atleti in via Crispi, l’ipogeo Delli Ponti, in via Di Mezzo e l’area archeologica di Largo San Martino. Ma non solo: l’idea, come ha evidenziato la dottoressa Antonietta dell’Aglio della Soprintendenza, è quella di mettere a sistema tutte le iniziative di carattere storico ed archeologico presenti sul territorio, dagli ipogei funerari (il più noto è quello di palazzo Delli Ponti interamente scavato nella roccia con 11 sepolture a fossa e 10 tombe ad arcosolio ricavate nelle pareti) al percorso promosso da Taranto Sotterranea a quelli attivi da tempo ad opera di tante altre associazioni che lodevolmente operano per la valorizzazione dei beni archeologici della città. 
«Per poter creare – afferma la dottoressa Dell’Aglio – dei flussi turistici continuativi occorre garantire continuità nelle aperture: un aspetto che è stato compreso appieno dal Comune che ha messo in campo iniziative, come l’espletamento di un bando pubblico per l’affidamento dei siti in questione. La Soprintendenza, dal canto suo ha provveduto alla messa in sicurezza delle aree». Con i Percorsi di archeologia urbana si riscopre così un’altra città, un abitato primitivo, vasto come quello di superficie, ma segreto, tutto da scoprire e ancora tutto da valorizzare. «Come oltre all’ipogeo funerario del palazzo Delli Ponti – osserva la Dell’Aglio – che ultimamente ha subito notevoli danni e l’area archeologica di Largo San Martino. La speranza – conclude – è che attraverso le possibilità offerte dal Cis si possano recuperare questi due siti importantissimi nella storia di Taranto. Largo San Martino in particolar modo che, con la sua stratigrafia (dall’età preistorica fino al secolo scorso) offre uno spaccato temporale fenomenale di tutta l’acropoli»
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Venerdì 1 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:50
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