cerca donne mature Niente cella dopo il delitto. «Il pazzo costa una fortuna»

Niente cella dopo il delitto. «Il pazzo costa una fortuna»
A gennaio, in preda alla follia, strangolò la mamma nella casa in cui la povera donna lo ospitava. Dopo quel delitto che ha confessato, però, il responsabile dell’omicidio non ha fatto un giorno di carcere. Da sei mesi è sorvegliato a vista in ospedale dove è ricoverato per le sue condizioni psichiche. E ad oggi è costato alla collettività un milione di euro. La singolare e per certi versi paradossale vicenda è stata denunciata da Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria. «Più di un milione di euro circa, cifra stimata per difetto - spiega Pilagatti - è quanto sarebbe già costato alle tasche dei cittadini, quest’uomo che ammazzò la madre strangolandola con le sue mani».
Da allora su questa vicenda le denunce del Sappe si sono rincorse. Con lettere ed esposti in cui si spiega che l’uomo «è ricoverato nel reparto psichiatria dell’ospedale di Taranto con un trattamento privilegiato, poiché disporrebbe di stanza singola, anche se durante la giornata può fraternizzare con tutti gli altri degenti ricoverati nel predetto reparto». 
E c’è di più, perchè stando a quanto denucia il sindacato della Polizia Penitenziaria, «dal 21 gennaio scorso ben otto poliziotti penitenziari ogni giorno si alternano per vigilare su detenuto, nonostante non sia mai materialmente entrato in carcere, con le ulteriori spese da conteggiare».
social per conoscere gente  
«La cosa drammatica - insiste Pilagatti - è che mentre i sindacati denunciano la grave situazione di insicurezza che si vive nel penitenziario del capoluogo Jonico, proprio a causa della carenza di poliziotti, otto unità vengono impiegate per vigilare questo detenuto». Per il sindacato si tratta di un paradosso segnalato a ripetizione all’Amministrazione Penitenziaria. Lapidaria la risposta che è giunta. In pratica l’uomo è a «disposizione della magistratura inquirente, che è l’unica che può mettere fine a questa situazione».
«Qualche tempo fa - aggiunge il segretario del Sappe - il Ministro della Salute Lorenzin annunciò che si era proceduto con la chiusura dei manicomi, senza poi illustrare in maniera dettagliata e seria, che fine avrebbero fatto i pazzi. Infatti sulla carta si son costituite le rems regionali, residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, che sono insufficienti per posti e non attrezzate in maniera adeguata questo tipo di malati. Così - attacca Pilagatti - la maggior parte di pazzi circola liberamente nelle carceri creando disagi, non disdegnando di aggredire i poliziotti. Ma i signori Magistrati di Taranto - conclude - non potrebbero assegnare quest’uomo ai reparti psichiatrici esistenti in vari Istituti penitenziari della nazione? Perché questo disinteresse che a tutt’oggi si è materializzato con questo spreco da capogiro in un momento di grave crisi economica? è una situazione che non può essere più accettata e nemmeno sopportata, dalla polizia penitenziaria, dagli operatori sanitari e dalla comunità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Martedì 1 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:00