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A settembre cambio in Procura: due magistrati da Brindisi a Lecce
Giovani, motivati, un paio di loro con una particolare esperienza nelle inchieste sulla corruzione nella pubblica amministrazione. Quel fronte su cui si sono soffermati gli ultimi richiami a prestare più attenzione e risorse, della Procura generale e della Corte d’Appello. 
Il cambio di rotta della Procura di Lecce comincerà a settembre. Con l’arrivo di quattro nuovi magistrati. Tutti voluti da Leonardo Leone De Castris, procuratore capo da aprile scorso, quando ha preso il posto di Cataldo Motta ereditando in blocco la squadra dei pubblici ministeri. 
Ci saranno cambiamenti in quella squadra. Già decisi, tra arrivi e partenze. Le linee guide tracciate da De Castris nel discorso di insediamento del 21 aprile passeranno attraverso l’innesto nel gruppo di lavoro di Milto De Nozza, Valeria Farina Valaori, Maria Consolata Moschettini e Luigi Mastroniani. I primi due arrivano della Procura di Brindisi in quel processo di osmosi con Lecce in corso ormai da diversi anni e che a breve dovrebbe spostare ulteriori pedine.
Per Maria Consolata Moschettini si tratta di un ritorno: lasciò la Procura di Lecce otto anni fa quando faceva parte del pool dei “reati finanziari”, per andare a fare esperienza come giudice civile. Ostuni e Lecce, le due ultimi sedi. 
Arriva da lontano, invece, Mastroniani. Da Torino. E da un’esperienza diversa: dalla Procura per i minorenni. Dove si è occupato anche di un caso che fece notizia a livello nazionale: il caso del ragazzo di 17 anni che ad aprile di due anni fa accoltellò il padre perché gli aveva vietato di uscire da casa dopo aver sostenuto di voler diventare un killer. 
Più vicino e più tangibile il peso delle inchieste condotte a Brindisi da Milto De Nozza e dalla Farina Valaori. Soprattutto sul fronte della corruzione e dell’ambiente. Milto De Nozza è il magistrato che sta conducendo due fra le più delicate indagini degli ultimi tempi: le “mazzette”, i regali e le assunzioni alla centrale di Cerano “Federico II” dell’Enel. E le indagini che stanno cercando di dimostrare i danni causati alla salute dall’insediamento del Petrolchimico nella zona industriale, risalente ad oltre 50 anni fa.
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«Sul fronte dei reati da perseguire resto convinto della necessità di non cedere di un millimetro nella lotta alla criminalità, tradizione di questo ufficio. E con lo stesso livello di attenzione, dedicarsi alla tutela della salute e dell’ambiente: nel Salento ci si ammala troppo. E dedicarsi al contrasto alla corruzione ed a tutti i reati contro la pubblica amministrazione. Infine, non ci dimentichiamo che nei prossimi anni noi tutti dovremo fare certamente i conti con i fenomeni terroristici. Questo è inevitabile e non dovremo mai dimenticarlo». Queste le linee guida indicate ad aprile del procuratore capo De Castris. Ed allora non sembra casuale la scelta dei due magistrati della Procura di Brindisi: De Nozza si è occupato di corruzione a Brindisi e a Francavilla Fontana, all’Inps ed alla Forestale. Ed ha condotto il processo che ha visto condannare 35 imputati con l’accusa di assenteismo dalla Asl (l’inchiesta era stata condotta dall’ex pm Adele Ferraro).
Ambiente e pubblica amministrazione hanno tracciato anche la formazione della Farina Valaori: l’assenteismo al centro anziani del rione Bozzano e le indagini sulla discarica di Autigno. E poi sovente è stata applicata alla Direzione distrettuale antimafia nelle inchieste sulla Sacra corona unita. 
Quattro nuovi magistrati che vanno a completare l’organico carente da tempo di due unità e che ha visto due nuove partenze: Giovanni Gagliotta passato alla Procura generale. Ed Angela Rotondano vincitrice di concorso al Consiglio di Stato.
A breve, altri movimenti sull’asse Lecce-Brindisi. A breve Antonio De Donno, ex aggiunto della Dda salentina, riceverà l’investitura per guidare la Procura della città messapica. E come vice dovrebbe avere due attuali pubblici ministeri di Lecce: Antonio Negro o Alberto Santacatterina (Dda). 
Nuovo corso, dunque, anche a Brindisi, per raccogliere l’eredità e l’impronta lasciata da Marco Dinapoli nelle inchieste sulla pubblica amministrazione. Lasciano quegli uffici anche Daniela Chimenti per passare alla Procura di Bari. Ed Antonio Costantini per diventare magistrato di Cassazione.
Si cambia, dunque. A Lecce per capire se ci sia quella corruzione negli enti pubblici rimasta negli ultimi anni solo un chiacchiericcio di corridoio. A Brindisi per continuare su un orientamento che ha fatto scuola e che raccolse gli elogi del procuratore generale, Antonio Maruccia, nell’ultima cerimonia del nuovo anno giudiziario.
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Sabato 5 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:27